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21 décembre 2010 2 21 /12 /décembre /2010 22:23

Si è scatenata ,in questi giorni a Siracusa,una vergognosa sarabanda pro o contro per le variazioni di piano regolatore che riguardano la città di Siracusa,così come sono state richieste e segnalate dalle associazioni ambientalistiche. Queste ultime richiedono il rispetto di valori territoriali importanti come il vincolo monumentale alle mura Dionigiane (oggi devastate dalla costruzione di villette a schiera  costruite in  inspiegabile deroga a questo vincolo) e alla dissennata cementificazione delle coste siracusane che dopo la distruzione della penisola della Maddalena con villette costruite sulla falesia rocciosa e della costa del Sole al Plemmirio. Una distruzione che è stata arrestata solo dopo la costituzione dell’area marina protetta del Plemmirio, ma che rispunta fuori con l’idea del saccheggio della Pillirina. Senza trascurare l’intento niente affatto sopito di pensare a cementificare un ulteriore tratto di mare all’interno di quel grande bacino naturale del Porto Grande,dove oltre all’insediamento del porto turistico costruito dall’Acqua Marcia di Francesco Caltagirone si vorrebbe costruire un secondo e addirittura un terzo approdo turistico. Un problema devastante che non significa un danno come sostiene qualcuno,asservito a logiche di lobbies e di potere, danno provocato a cittadini che hanno deciso di investire seguendo delle lunghe e laboriose procedure burocratiche.

Un problema che ha acuito se fosse possibile farlo ancora di più, la crisi all’interno della maggioranza che governava sia il Comune che la Provincia. E si assiste al proliferare senza fine e a cambi di casacca di consiglieri o di personale politico che cambiano maglia e di partitini che sorgono o che si disciolgono come neve al sole. Si dilazionano i tempi di trattamento di questa spinosa questione si assiste a disquisizioni di lana caprina su una Regione presunta matrigna proprio nei riguardi del territorio o di un Prg, approvato nel 2004 dal consiglio comunale aretusea.

Sarebbe anche da chiedersi a quale titolo è stata coaptata all’interno del consiglio comunale l’ex reggente della Soprintendenza aretusea che è stata una delle protagoniste ,involontaria o meno, poco importa, del sacco dell’Epipoli. La vicenda del Prg che non si stenta a definire solo vergognosa e che sicuramente non fa onore ad una città che per  titoli monumentali e naturali ha meritato di essere inclusa nella World Heritage List.

 progetto-sul-porto-di-Siracusa.jpg

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Published by giuseppebenanti.over-blog.com - dans ambiente
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