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19 février 2012 7 19 /02 /février /2012 18:54

L'Associazione Familiari Vittime dell'Amianto è stata protagonista a Casale in una sorta di battaglia di retroguardia, ma importante avendo indetto nei mesi scorsi riunioni aperte  a tutti i singoli cittadini e alle altre associazioni intenzionati a sviluppare idee per il proseguimento della battaglia per la giustizia, contribuendo così a determinare gli esiti della sentenza di condanna a Torino  nel processo Eternit . Sono stati mesi frenetici per incontri realizzati con cittadini e le varie associazioni, telefonate,  proposte apparse su Internet ,lavorando anche nei giorni di festa . Non sono state disperse tante splendide energie che hanno suscitato moti di commozione e che sono state supportate, cercando e attuando una coagulazione  di tutte queste forze,. Sotto la guida del procuratore Guariniello nel processo di Torino, anche per questi solidi apporti, si è determinata la condanna a sedici anni dei due manager Schmidheiny uno dei quali novantunenne che hanno gestito per anni l’ ”affaire amianto” a  livello mondiale. Come ha dunque fatto l'Associazione Familiari Vittime amianto di Casale Monferrato, con idee e vogliosa di mettersi in gioco per diventare protagonista, sorprende che a Siracusa dove esisteva la più grande fabbrica d’amianto del Meridione,  nessuno abbia deciso  di costituirsi parte civile in questo processo e nessuno abbia protestato come succede oggi a Bagnoli per una sentenza che esclude coloro che combattono o hanno combattuto con l’amianto, esattamente come gli abitanti di Rubiera in Emilia Romagna. E bisogna rammentare che nessuna amministrazione aretusea, di qualsiasi colore politico, ha mai deciso di avviare un operazione di bonifica efficace dell’amianto ancora accumulato nello stabilimento di Targia.E non solo. Per cui è presumibile che l’amianto continuerà a produrre morti per la presenza di queste pericolosissime fibre. Quest’ultime con lunghi periodi di incubazione producono la morte per l’insorgenza del mesotelioma pleurico. E a tutt’oggi sono in Italia le nude cifre sull’inquinamento d’amianto che preoccupano. Intanto alla faccia del governatore Lombardo e di coloro che ne appoggiano le linee d’intervento politico non è stata tracciata una mappa del territorio siciliano a rischio d’amianto, anche perché costa parecchio bonificare l’amianto anche se ci sono importanti contributi dell’INAIL per realizzare anche i più piccoli interventi di bonifica. Non tutte le regioni italiane (sono solo 11) che hanno fornito la mappa del territorio a rischio d’amianto. Si è consapevoli dal 1962 che l’amianto uccide e sono a tutt’oggi 32 milioni le tonnellate di amianto abbandonate nel territorio italiano e 110 milioni di mq le strutture contenenti amianto. Infine sono 6 milioni le persone che vivono nei siti considerati a rischio proprio per la presenza di amianto.

 amianto alla Pizzutalastre di eternit abbandonate

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Published by giuseppebenanti.over-blog.com - dans amianto
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